Venezia, pura emozione!

A Venezia le emozioni della visita iniziano immediate mante:  l’arrivo in treno, quando il binario si allontana dalla “terraferma” (come la chiamano i veneziani) e si inoltra nel mare e poi appare la città, è difficile da descrivere tanto è bella e originale. Probabilmente la chiave è il colore, che è la modalità di caratterizzazione della pittura veneta, e che, secondo il primo storico dell’arte (grande pittore anche lui) il Vasari, si distingue per l’uso espressivo del colore dalla scuola toscana (quella di Leonardo, Raffaello e Michelangelo) che invece usa il disegno.

Di pittura si può morire a Venezia: non solo le Gallerie dell’Accademia, ma ogni chiesa, ogni palazzo, presentano la straordinaria pittura veneta, che va dal magnifico quattrocento di Bellini e Carpaccio, a Giorgione, misterioso e straordinario, al cinquecento del più grande di tutti, Tiziano (sì, forse il più grande davvero, di tutti, con buona pace di Vasari che gli preferiva Michelangelo), che visse fino a 90 anni e dipinse fino alla fine. Da citare anche i vedutisti, amati dal grande pubblico, i Canaletto, i Bellotto, per finire con il grande 700 di Tiepolo. Una pittura in cui il colore è davvero protagonista, come nell’ultimo Tiziano, in cui si fa dramma, o in Tintoretto, in cui si espande fino a creare effetti impressionistici, alla luce unica di Canaletto e dei suoi amici, fino allo splendore del colore luminoso di Tiepolo. Venezia è luce e colore, l’acqua le dà una luminosità che nessun’altra città può imitare.

Con una buona guida (e un’ottima piantina) si può visitare tutto quello che merita. Ma quello che occorre fare è camminare, perdendosi per calli e rii, abbandonando, se possibile, gli scontati itinerari del turismo di massa. Basta allontanarsi un po’, già vicino alla zona della stazione c’è il Ghetto, da visitare assolutamente. E occorre andare alla Giudecca, l’isola di fronte a Venezia, che ha bei monumenti (una chiesa di Palladio, tanto per dire), ma che è autentica, vera, meno “turistica”; ci si deve spingere fino alla riva opposta a quella dei traghetti per vedere la laguna dal lato aperto. E poi bisogna spingersi fino alla zona dell’Arsenale e di Via Garibaldi, la parte ancora popolata di Venezia: è la zona della Biennale, che va visitata se si va nel periodo giusto.

Per chi resta qualche giorno è indispensabile  andate a fare un giro in laguna. C’è  Murano con gli artigiani del vetro soffiato, affollata, c’è a Burano, piccola, raccolta, coloratissima, con il merletto e poi Torcello, magnifica, con la bellissima cattedrale. Al Lido, che non ha particolari attrattive, c’è la Mostra, magari, nel periodo giusto, è possibile vedere qualche star hollywoodiana.

Di tutti monumenti e i musei, non bisogna perdersi l’Accademia, e tra le altre chiese, è indispensabile entrare nei Frari, che è a pagamento, ma è un vero museo, e si potrà vedere la pala dell’Assunta, uno dei capolavori di Tiziano, da restare senza fiato. Per il resto, ci si affidati a istinto  e fortuna, dovunque si va, si trova sempre qualcosa che vale la pena vedere.