I migliori ristoranti milanesi 2017

I migliori ristoranti milanesi 2017 secondo Gambero Rosso e ‘I Cento di Milano’: la ‘doppia garanzia’ del mangiar bene.

Milano, moderna capitale della Lombardia, è una città che attira ogni anno molti visitatori, attratti sia dallo shopping che dalle bellezze artistiche ed architettoniche. Essendo molto popolata, sia di giorno che di notte, questa località presenta un numero molto elevato di locali gastronomici che negli ultimi anni è ulteriormente aumentato in seguito allo svolgimento dell’importante manifestazione dell’Expo. Ecco perché, per chiunque abbia voglia di mangiare qualcosa di tipico ma non conosce bene le zone della città, può essere di grande aiuto fare riferimento a qualche prestigiosa guida di ristorazione, come il Gambero Rosso e I cento di Milano.

Queste due guide ogni anno stilano una classifica dei migliori ristoranti milanesi. I premi assegnati dal gambero rosso sono da sempre un punto di riferimento importante per chi ama tenersi informato sulle novità della ristorazione italiana: storiche sono le sue tre forchette (assegnate ai ristoranti d’eccellenza), i tre gamberi (per le migliori trattorie) e i tre mappamondi (per i migliori locali etnici). Per non dimenticare i premi assegnati al miglior rapporto qualità/prezzo, alla novità dell’anno ed al miglior servizio sala. La seconda guida, meno famosa ma altrettanto affidabile, suddivide invece i ristoranti in ’top’, ovvero i ristoranti di alta cucina, e in ’pop’, vale a dire le trattorie più economiche. Se si tengono in considerazione i ristoranti premiati nel 2017 da entrambe le guide, si potrà ottenere la ‘doppia garanzia’ di mangiare in un ottimo locale senza restare, come si suol dire, con l’’amaro in bocca’.

Cominciamo con i ristoranti meneghini di eccellenza: quelli citati nelle guide sono il Seta, il Berton e l’Enrico Bartolini al Mudec. Il ristorante Seta, regno dello chef pugliese Antonio Guida, si trova all’interno del Mandarin Oriental e presenta un ambiente caldo ed elegante, con tavoli sia per le coppie che per le compagnie. La cucina spazia dai primi creativi – come gli gnocchi di patate al nero di seppia con zuppa di granseola- ai secondi succulenti, tra cui il pollo con crema di cannellini alle alghe. La carta dei vini prevede oltre 500 etichette con una attenzione particolare agli champagne. Molto ricercato è anche il locale di Enrico Bartolini, all’interno del Mudec (il Museo delle culture). La sua gastronomia d’autore, definita Contemporary Classic, è fatta di ingredienti semplici e valorizzati attraverso contaminazioni di vario genere (soprattutto orientali): tutto questo in perfetta sintonia con la filosofia di apertura culturale del museo. Da provare il risotto alle rape rosse e salsa al gorgonzola. Il Berton, dal nome dello chef Andrea, si trova invece nel quartiere di Porta Nuova Varesine e presenta un ambiente essenziale ma invitante: qui i clienti vengono sistemati in tavoli con clessidre, ed è possibile in particolare gustare un’ampia varietà di brodi (su tutti quello di mela con tè nero e girella di mango). Presenti anche percorsi degustativi con composizioni semplici e pulite.

Tra i locali ‘storici’ citati dalle guide abbiamo invece il Luogo di Aimo e Nadia, Al Pont de Ferr e Osteria del Treno, posti veramente caratteristici dove poter risparmiare anche qualche euro. Il Luogo di Aimo e Nadia, attivo dagli anni ’50, propone la tradizionale gastronomia italiana in chiave però innovativa e sperimentale. Da anni questo luogo è considerato tra i migliori in assoluto della città: molto apprezzati, ad esempio, sono i classici spaghetti di grano duro con cipollotto e la zuppa etrusca. Anche l’Osteria del Treno si distingue per i piatti tipici ed il grande l’assortimento di affettati e formaggi. Dispone inoltre di un’ampia sala in stile Liberty, adatta per rinfreschi ed eventi di business. In piena zona navigli, troviamo invece Al Pont de Ferr, con i suoi vecchi tavoli e le panche di legno, che offre una cucina sicuramente poco incline alle novità, ma non per questo meno appagante. Una specialità da non perdere qui è la cipolla rossa di Tropea con zucchero soffiato e formaggio di capra.

Esco e Spazio hanno meritato entrambi un premio quali locali dal miglior rapporto qualità/prezzo. Il bistrò Esco è situato nella ‘Milano vecchia’ e si articola su due piani arredati dal designer Andrea Rossini. Qui la gastronomia del Piemonte si sposa con sapori mediterranei ed essenziali: i primi sono composti principalmente da riso e paste fresche mentre i secondi si basano sul pesce azzurro e sul fassone piemontese. Ottima anche la pizza gourmet. La location di Spazio è invece una delle più belle di Milano, con le sue finestre che danno sul Duomo e sulla Galleria Vittorio Emanuele. Alcune sue pietanze – come l’agnello brasato con cime di rapa- sono speciali e molto richieste. Considerando l’ottima vista che si gode da questo locale, anche il conto potrà lasciare piacevolmente sorpresi.

Tra i locali etnici segnalati, spiccano i rinomati Wicky Wicuisine e Iyo. Nel primo è possibile assistere ad una geniale contaminazione tra il kaiseki, la più alta forma di cucina giapponese, e gli ingredienti nostrani: il risultato sono delle prelibatezze uniche come il sushi milanese ed il maialino lessato con mela caramellata e senape. Anche Iyo, in zona Sempione, propone lo stesso mix di arte culinaria nipponica con elementi mediterranei: molto apprezzati dai suoi clienti sono i gunkan e gli uramaki, magistralmente preparati dal famoso Haruo Ichikawa.

L’ultima menzione va fatta infine per Joia, il primo ristorante vegetariano ad essere messo in risalto da guide importanti: i suoi piatti a base di verdure sono cucinati con talmente tanta cura e passione da non far assolutamente rimpiangere l’assenza della carne e del pesce.