Viaggio in Sicilia, alla scoperta delle Madonie.

Dall’arte all’architettura, dai paesaggi suggestivi ai luoghi più “sfiziosi” dove mangiare e cosa vedere. Senza dimenticare il divertimento notturno. Ecco qualche consiglio per trascorrere momenti indimenticabili in quest’angolo della Sicilia nella provincia di Palermo.

Le Madonie, belle e agevolmente raggiungibili, sono una possibile meta per una vacanza in Sicilia. In questo gruppo montuoso, ricadente tutto nella provincia di Palermo, sono tante le cose da vedere e da fare. Ventuno comuni, tutti con loro suggestioni e fascino particolari. Dall’arte all’architettura, ai paesaggi più diversi. Alcuni sono appollaiati su irti cucuzzoli, altri adagiati mollemente fra le pieghe di valli dolci e ubertose. Insomma, le Madonie sono per tutti i gusti. E ciascuno, conoscendole meglio, si ritaglierà quella località e quel territorio che più gli si addice. Noi abbiamo scelto, per il nostro viaggio virtuale, sei paesini (Caltavuturo, Castelbuono, Gratteri, Petralia Soprana e Sottana, Polizzi Generosa), quelli che conosciamo probabilmente meglio e dove ci troviamo bene. Poi, golosi a tempo pieno, siamo stati probabilmente condizionati anche da qualche piatto che abbiamo apprezzato, da qualche salume o formaggio intrigante, da carni, biscotti, dolci e altre gradevolezze della vita. Per non parlare del fatto che, diciamolo pure in generale, sulle Madonie vivono splendide persone, gentili e disponibili come se ne trovano poche, che rendono indimenticabile ogni viaggio, anche limitato, alla riscoperta dei piaceri e delle delizie di questo bellissimo territorio.

vista paesaggio Madonie, Sicilia

Da vedere

A Caltavuturo è imperdibile l’escursione sino ai panoramici ruderi del castello e del casale arabo, all’altitudine di 739 metri, che ne attestano la grande importanza strategica. Molto bella, all’interno del maestoso castello, la cappella di S. Anna, del 1683, patrona della città di Castelbuono, dove si può ammirare la venerata reliquia della santa. Notevole, a Gratteri, la passeggiata nel centro storico d’impronta medievale, quello sorto attorno all`originario castello oggi distrutto. Fra le bellezze di Petralia Soprana merita una segnalazione particolare la chiesa Madre, che annovera il primo crocifisso scolpito dal famoso fra” Umile di Petralia (ne avrebbe fatti 33) e un interessantissimo tesoro. Una grande pala d’altare marmorea con 23 bassorilievi della vita di Gesù, del 1542, di Gian Domenico Gagini, è una delle attrattive della slanciata chiesa della SS. Trinità di Petralia Sottana. Polizzi Generosa è meta artistica di rilievo, anche per la presenza, nella chiesa Madre, del meraviglioso trittico di scuola fiamminga noto come “Madonna col Bambino e angeli fra le Ss. Caterina e Barbara”.

Dove mangiare

A Caltavuturo deve essere passato Andy Warhol, perché l’Alter Ego è sì un posto dove si mangia una semplice e buona cucina territoriale, ma è anche un luogo bellissimo e artisticamente singolare, coloratissimo, come ce ne sono a New York e a Londra. Vedere per credere. Tradizione rispettata in pieno invece presso l’Antico. Castelbuono marca gastronomicamente una sua storica primazia. Impeccabile, come sempre, Nangalarruni. Funghi, carni pregiate, piatti saporiti e grandi bottiglie in quello che è il locale che per primo ha dato fama alla cittadina. Sulla scia di cotanti lombi, l’accogliente Palazzaccio, scalpitante “new Wave” autoctona, propone pietanze esemplari e nitide di bella fattura, che riscuotono grande successo. Anche qui cantina di ottimo livello e prezzi invitanti. Sapida e appagante cucina casereccia presso La Lanterna. La “glamour” Gratteri, ormai patria di Vip indigeni e importati, ci accoglie con le proposte lineari e gustose del Berillo e della Tavola di Bacco. Buonissime anche le pizzerie. Tocco più ricercato, nel solco della tipicità, dal curato Re Befè e presso la fascinosa Taverna del tocco e rintocco. Fumanti e robusti maccheroni con sugo di castrato e salsiccia e altre leccornie della cucina di territorio, Da Salvatore, a Petralia Soprana. I bravi Salvatore e Maria Ruvutuso ce la mettono proprio tutta, riuscendoci, per fare divertire i loro tanti avventori (meravigliose le “stigghiole” di agnello e la trippa al sugo). Gestione familiare e tipicità pure a Petralia Sottana, al Petrae Lejum: vi aspettano celestiali casarecce al sugo di cinghiale selvatico e tagliatelle ai funghi. Ottime proposte anche a Polizzi Generosa: da non perdere da Itria, locale di riferimento della tipologia “casereccia”, i ravioli di ricotta al ragù di castrato e l`agnello al forno. Appagante anche la cucina del Baglio di Nonna Clelia, curata con passione e impegno. Da segnalare anche la variegata offerta del centralissimo Ai Templari.

La notte

In tutte le cittadine segnalate molti dei locali, specialmente durante le stagioni più miti, protraggono la chiusura sino a tardi. Quindi nessun problema sul cosa fare per “quelli della notte”: basta solo chiedere. Ne segnaliamo solo un paio, che la caratteristica del tirare sino all’alba ce l’hanno nel Dna: a Castelbuono, Desideri enogastronomici, luogo “cult” dei nottambuli in cerca di conforto “vinoso” e, a Petralia Sottana, Saxum Pub, per chiacchierare in allegria e bere. Mangiando magari una buona pizza.